Rialzo del seno mascellare

Il seno mascellare è uno dei quattro seni paranasali (i quali prendono il nome di sfenoidale, etmoidale, frontale e, appunto, mascellare) ed è morfologicamente il più voluminoso.

I seni paranasali sono cavità situate all’interno delle ossa del cranio, sono rivestiti da mucosa e comunicano tramite orifizi (chiamati osti) con le due cavità nasali. In alcuni casi il seno mascellare deve necessariamente essere “rialzato”. Si parla di “rialzo di seno mascellare” (altrimenti definito “sinus lift”) per indicare una pratica chirurgica che determina un aumento di volume osseo nell’arcata superiore della bocca.

Tale aumento di volume osseo si rende necessario quando non è possibile inserire in modo tradizionale gli impianti (ad esempio nel caso in cui l’interfaccia fra tessuto osseo e impianto non dia un sostegno funzionalmente sufficiente all’impianto stesso) e si ha bisogno di volumi ossei più adeguati affinché gli impianti che vengono inseriti abbiano una lunghezza e un diametro sufficienti.

Il termine “rialzo di seno” è dovuto proprio al fatto che i seni mascellari vengono spostati in alto dal ripristino dei volumi ossei, con materiali osteoconduttori, in modo da permettere un ancoraggio stabile degli impianti. Il posizionamento degli impianti è solitamente effettuato nell’ambito dello stesso intervento di rialzo del seno mascellare, in modo tale da ridurre il tempo globale di cura e protesizzazione. Il rialzo del seno e il contemporaneo inserimento degli impianti può essere eseguito anche in presenza di cresta alveolare di ridotte dimensioni.

Prima dell’intervento di rialzo del seno mascellare si deve valutare attentamente l’anamnesi del paziente e valutare se sussistano alcune controindicazioni come: scompensi cardiovascolari e/o respiratori, tumori, diabete scompensato, ecc. Una volta valutata la situazione clinica si può procedere con la programmazione dell’intervento. Il rialzo del seno mascellare si può eseguire con due tecniche: laterale o crestale.

Con la prima tecnica si accede alla cavità del seno aprendo una piccola “finestra” laterale attraversando la gengiva e la parete ossea. Dopo questa apertura si procede con il riempimento della parte inferiore del seno mascellare. Nel rialzo del seno mascellare per via crestale invece si opera il rialzamento del seno e il riempimento con particelle di osso autologo e/o biomateriali attraverso un piccolo forellino nella cresta.

Dopo aver praticato il foro si deve procedere con molta attenzione a rialzare la membrana senza lacerarla per poi riempirla. Se la quantità di osso lo permette si procede con l’inserimento degli impianti, in caso contrario bisogna aspettare qualche mese per la formazione di nuovo osso. Quest’ultima tecnica è sicuramente meno invasiva rispetto alla prima e il decorso post-operatorio è molto più semplice, ma sarà lo specialista a scegliere quale tecnica sia maggiormente idonea alle condizioni cliniche del paziente.

Per favorire la formazione di nuovo osso durante il rialzo del seno mascellare si può utilizzare osso autologo, quindi prelevato dal paziente stesso, a cui spesso viene aggiunto osso mineralizzato eterologo o materiali biocompatibili, come l’idrossiapatite o il fosfato tricalcico che grazie all’osteoconduzione guidano la formazione di nuovo osso. Con il continuo miglioramento delle tecniche chirurgiche insieme alla scoperta di biomateriali migliori gli interventi di rialzo del seno mascellare sono diventati sempre più sicuri ed efficaci.

Il rialzo del seno mascellare è un intervento che si esegue in anestesia locale, al paziente viene consigliato un po’ di riposo dopo l’intervento ed eventualmente una terapia farmacologica per limitare dolori e fastidi. Dopo qualche giorno comunque eventuali gonfiori ed edemi tendono a riassorbirsi. Grazie a queste avanzate tecniche l’Odontoiatria sta vivendo un periodo di grande progresso scientifico che consente ai pazienti di risolvere velocemente e con meno traumi la maggior parte dei problemi dentali.